Catania: Ottava S. Agata

Oggi Catania ha celebrato l’Ottava di Sant’Agata.

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Di seguito l’Omelia della Messa delle S. Messa delle ore 19 presieduta dall’Arcivescovo Salvatore Gristina.

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Carissimi Fratelli Presbiteri e Diaconi.
Fratelli e Sorelle nel Signore,
Distinte Autorità,
Abbiamo ripetuto come ritornello ad alcune
strofe del Salmo 118 la bella espressione: “Beato
chi cammina nella legge del Signore”.
Vogliamo brevemente cercare di
comprendere il contenuto di queste parole.
1. Ancora una volta siamo invitati a
considerare la nostra vita come un cammino.
Il paragone ci ricorda che siamo sempre in
movimento, fisicamente perché ci spostiamo
da un luogo all’altro e soprattutto perché ci
muoviamo con il pensiero, con i sentimenti,
con i desideri e con il cuore.
E’ innegabile che siamo sempre in
cammino, ma dobbiamo chiederci: quale
strada stiamo percorrendo? verso dove stiamo
andando? Queste domande sono importanti
perché, altrimenti, corriamo il rischio di
camminare invano, con un’andatura affannosa,
stanchi, senza pace e privi di gioia.
Sappiamo pure che altre volte, invece,
camminiamo bene, sereni e pieni di fiducia.

Quale la causa di questo diverso modo di
camminare? L’espressione “Beato chi cammina
nella legge del Signore”, ci offre la spiegazione e
ci indica come comportarci per camminare bene.
2. Ma cosa significa camminare nella legge
del Signore? Fondamentalmente significa
camminare osservando i comandamenti di Dio,
che sono la strada che Egli ci indica per vivere
nella sua volontà e secondo il progetto di amore
che Egli ha per ciascuno di noi.
Camminare sulla retta via ci fa stare in pace
con Dio e con il prossimo. Inoltre, se osserviamo i
comandamenti del Signore faremo l’esperienza
descritta nella prima lettura (Sir 15, 16-21) di
questa Messa. Infatti, compiremo scelte sagge: la
vita, il bene, la verità, la carità, tutto ciò che rende
la nostra esistenza vera, autentica, pienamente
realizzata ed utile per gli altri.
E così cammineremo nella santità tutti i
giorni della nostra vita.
3. Dinnanzi a tanti comportamenti poco
corretti e non esemplari, possiamo pure
chiederci: i dieci comandamenti valgono
anche oggi? Valgono tutti e dieci e per
ciascuno di noi?
La risposta a queste domande ci viene da
Gesù nel brano del Vangelo che abbiamo
ascoltato (Mt 5, 17-24). Gesù conferma
pienamente la validità dei comandamenti di
Dio che, quindi, sono sempre attuali per tutti.
Gesù sottolinea pure che Egli è venuto
per “dare pieno compimento” ai

comandamenti. In tal modo Egli ci indica come
rendere veramente fecondi i comandamenti,
facendo sprigionare da essi tutte le potenzialità
che contengono. Gesù lo fa con la piena autorità di
Figlio di Dio: “Avete inteso che fu detto agli
antichi … Ma io vi dico”. E così dà “pieno
compimento” ai comandamenti di Dio che erano
stato sviliti ed impoveriti da interpretazioni di
comodo. E porta l’esempio del V comandamento
“Non uccidere”.
4. E’ vero: dobbiamo rispettare la vita degli
altri ed anche la nostra. Ma questo è soltanto il
punto di partenza per un rapporto di rispetto e di
fraternità verso il prossimo.
Gesù ci ricorda che l’uomo non ha potere
sulla vita di un suo simile e ci insegna che il
comandamento “non uccidere” ha tante
implicazioni che vanno ben oltre l’aggressione
fisica. Chi usa parole offensive, chi si adira,
chi alimenta sentimenti di odio ha già ucciso
suo fratello. Le parole di Gesù ci invitano a
realizzare qualcosa di più, a fare un passo
avanti nella fraternità. E’ questo il significato
delle sue forti parole: “se dunque presenti la
tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo
fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo
dono davanti all’altare e và prima a
riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad
offrire il tuo dono”.
La riconciliazione con Dio passa
attraverso la riconciliazione con il fratello,
come l’amore per Lui si concretizza e si
incarna nell’amore per il prossimo.

Camminare nella legge del Signore,
osservare i suoi comandamenti, ci porta a questo
traguardo che ci rende davvero beati.
5. Siamo qui e stiamo partecipando alla
Santa Messa per dare contenuto vero e fruttuoso
alla nostra devozione verso Sant’Agata.
Lei ha camminato esemplarmente nella legge
del Signore, ha seguito Gesù e lo ha scelto come
guida per il suo cammino. Non ha deviato da
questa scelta anche a costo della vita. Ha preferito
essere beata come ha insegnato Gesù, anziché
accontentarsi di illusorie e passeggere occasioni di
spensieratezza. Per questo noi la ricordiamo e
l’ammiriamo.
Da veri devoti vogliamo imitarla e
siccome conosciamo bene la nostra debolezza,
siamo qui a chiederle di pregare per noi, di
ottenerci la grazia di camminare sulla retta via
dell’osservanza dei comandamenti di Dio
come li ha spiegati a noi Gesù.
Carissimi devoti: anche quest’anno
abbiamo avuto la gioia di venire a trovare
Sant’Agata. Adesso che concludiamo la festa
in suo onore, non separiamoci da lei. Con lei
camminiamo nella legge del Signore
osservando i suoi comandamenti per
sperimentare fin da adesso la beatitudine di
chi così cammina ogni giorno della vita.
Alla fine del nostro fedele cammino,
avremo così la grazia di giungere alla

beatitudine piena dove Sant’Agata ci attende e ci
vuole per sempre.
Così sia per tutti noi.
 Salvatore Gristina

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Pubblicato il 12 febbraio 2017 su ALL NEWS. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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